DI AMORE, TARTARUGHE ED ELEFANTI.


Oggi vi parlo dell’ultimo albo illustrato che ho comprato.
Mi piace molto mostrare i libri che popolano la mia libreria condividerli, parlarne o leggerli con qualcuno è come fare un regalo: hanno tutti qualcosa da raccontare.
L’albo di oggi si intitola ‘La domanda dell’elefante’ scritto da Leen Van Den Berg e illustrato da Kaatje Vermeire uscito in edizione italiana per Kite edizioni.
Avevo letto dell’uscita di questo libro su internet le sue illustrazioni e i suoi colori mi hanno catturata da subito, l’ho incontrato per la prima volta nell’articolo di un blog, non conoscevo la storia, l’ho infatti riconosciuto e letto solo in fiera, allo stand della casa editrice, tra le pagine la trama è delicata e leggera come le nuvole.

L’ amore

La storia è molto delicata e dolce, non ha pretese nonostante parli del sentimento più omaggiato e decantato: l’amore.
Cos’è l’amore dunque? 

‘Come si fa a capire di essere innamorati?’

Chiede l’elefante. Questa domanda fa un gran trambusto alla riunione annuale degli animali, e ognuno cerca di dare la sua definizione. Definizioni tutte diverse ma nello stesso tempo tutte personali e delicate, e così vere, fatte di piccoli gesti quotidiani. Quei gesti ‘ad occhi chiusi’ che possiamo vedere solo prestando attenzione.

‘Quando sono stanco’ sospira il sole ‘la luna, il mio tesoro, prende sempre il mio posto.’

E’ uno di quei libri che non ha la pretesa di insegnarti qualcosa. E’ forse questo l’aspetto che ho amato di più. Traspare il messaggio che l’amore è tutto, è nascosto nelle piccole cose, siamo noi che mutiamo con lui. Tutti gli animali, persino la nonna la bambina e l’esploratore dicendo tutte cose diverse ne dicono anche una, che è uguale per tutti e su cui tutti sono d’accordo: niente fuochi d’artificio, coriandoli o stelle filanti l’amore è lo spettacolo dell’ordinario. Che ogni giorno scende in strada e si sporca le mani con gesti concreti. 

Questo ci dice il libro con una dolce nota di ironia.

L’ elefante

Nel libro ha un ruolo chiave e nello stesso tempo breve, è lui che pone la domanda a cui tutti cercheranno di rispondere.

‘Be’, io…’ ripetè l’elefante. Poi fa un gran respiro. ‘Ecco, vorrei sapere come si capisce…Come ti senti quando ..Cioè, voglio dire: come fai a sapere che sei innamorato di qualcuno? 

Un animale grande per una grande domanda e nello stesso tempo un’ingenuità inaspettata. La domanda è un’azione importante, chiedere, spesso, non è semplice, è mettersi in discussione, ammettere di non sapere qualcosa. Il fatto che sia un elefante a chiedere: un’animale così grande così apparentemente pieno di conoscenza, di risposte, di forza e senza dubbi a me è piaciuto tanto, per l’amore diventiamo tutti piccoli ed imbranati. Anche la grandezza e l’apparente imponenza non hanno tutte le risposte della vita.

La formica

 La formica ha un ruolo fondamentale nella storia, appare quasi in tutte le doppie,
A questa riunione degli animali deve sostituire la tartaruga, assente perchè suo marito è malato.

‘La tartaruga quest’anno non c’è perchè suo marito è malato. Tocca quindi alla formica ed è al settimo cielo. Una formica deve darsi da fare, se vuole farsi strada nella vita, e oggi è la sua occasione: sarà infatti presidente della grande riunione. Per l’evento si è comprata un bel paio di occhiali, che servono molto se vuoi che gli altri ti diano ascolto.’

La formica ha un ruolo centrale nella storia, e sembra sempre più interessata al corretto svolgimento della riunione e ad essere ascoltata che non a trovare risposta alla domanda dell’elefante, ha anche una certa fretta. Le parole di questo personaggio sono forse quelle che ci fanno interrogare di più, sono più ciniche, spezzano un po’ quest’onda di romanticismo.

‘Lascia stare, va bene così’ taglia corto la formica. Se quella bambina si mette a leggere, la riunione non finisce più.

Io penso che il personaggio della formica voglia dirci una cosa importante…l’amore se non lo vediamo è perché decidiamo di non vederlo. 
Anche il fatto che indossi gli occhiali per la riunione secondo me è molto simbolico, (vedere meglio o non vedere? In fin dei conti gli occhiali creano per chi li indossa ‘una sorta di barriera con la realtà’ ) solo nell’ultima doppia li toglie ed è solo li che si guarda dentro davvero, interrogandosi sulla sua solitudine.

Scappa via in tutta fretta, ma perché ad un tratto si sente così sola?

 

Le illustrazioni

Per quanto riguarda l’estetica scrivevo giusto poco sopra che sono state proprio le illustrazioni a colpirmi per prime!
Trovo che la tecnica che usa Kaatje sia raffinata e molto personale. Lei unisce i segreti dell’incisione a disegno, pittura, collage e digitale. Le pagine sono ricche di trame e texture è una cosa che ho apprezzato da subito e che contraddistingue le sue illustrazioni. Cercando i dettagli si notano graffi, sfumature e frottage di piante e foglie, ti perdi tra le pagine del libro.
La scelta cromatica per questo albo lo rappresenta a pieno, in quanto è un continuo contrasto tra verdi/azzurri e rossi/rosa: i colori dei sentimenti un gioco infinito tra caldi e freddi.

Ogni volta che rileggi questo libro riesci a cogliere un dettaglio in più, un riferimento, una riflessione legata alla storia, è un binomio tra profondità e semplicità.
Ci sono molti significati e dettagli nascosti il più grande forse si trova nell’ultima pagina, mi ha fatto pensare molto la conclusione e lo farà ancora.
E’ senza dubbio uno di quei libri dove più lo leggi più ‘lo fai tuo’. 

 

Un punto di vista diverso

Mi piace molto domandare ad altre persone dopo aver letto i libri cosa ne pensano e cosa li ha colpiti, i miei lettori preferiti sono i bambini hanno l’incredibile potere di cogliere i dettagli più nascosti.

 

Gemma (8 anni):
‘Mi ha colpito il finale, che la formica dava il libretto alla tartaruga che le dice: vieni a bere il tè ma lei dice di no e se ne va e si sente sola perché non aveva trovato l’amore. Lei secondo me a fare il giudice a sentire quelle cose li c’è rimasta un po’ male perchè non era innamorata di nessuno, forse perchè era un po’ antipatica agli altri, ma secondo me l’amore quella formica non lo ha cercato è per quello che è rimasta senza.’

 

Bella vero?!
E voi cosa ne pensate? Vi ispira la storia? Avete albi illustrati a casa che non vi stancate mai di leggere? Fatemi sapere!
Ci sentiamo alla prossima! Grazie per la lettura!

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