COMINCIO DA ME


Sono molto felice dell’apertura di questo blog. Questo post vuole essere come un ufficiale taglio del nastro, quindi ti do un sincero benvenuto!
Era da tempo che desideravo aprire questo piccolo luogo, mi piace tanto l’idea della condivisione dell’esperienza e del processo creativo.
Sono pronta per questa avventura. Inutile dire che la tematica principale sarà l’illustrazione in tutte le sue sfumature: parleremo di progetti, albi illustrati, uso del colore..e molto altro!
Non si inizia mai a leggere un buon libro senza sapere qualcosa in più sull’autore, quindi dopo averci pensato un po’ ho pensato che come primo post: comincio da me.

Il mio viaggio inizia così

Sono sempre stata una bambina molto curiosa, mi piaceva cercare i tesori per casa quasi come un orso nella dispensa. Odiavo la rucola ma in compenso adoravo gelati e caramelle (questa cosa non è cambiata). Il mare mi hanno sempre detto che aveva il potere di calmarmi e per i miei genitori è stata davvero una scoperta grandiosa considerando che mi arrampicavo su qualsiasi cosa. Adoravo il colore verde, quando mia mamma voleva tagliarmi i capelli mi nascondevo. Mi piaceva molto aiutare la nonna  a fare i tortellini.

Già alla scuola materna ero abbonata al tavolo dei colori e quando non ero li, ero in castigo con i miei amici. Si insomma non si può di certo dire che fossi una tipa tranquilla. D’altronde la mia smorfia in questa foto parla da sola!

Quando sono arrivata alle elementari è andato tutto bene, avevo le mie belle matite e l’astuccio di Pippi calzelunghe disegnavo un sacco, mi piaceva meno colorare.

Ho imparato l’alfabeto, e con lui ho iniziato le mie prime acerbe letture. Ogni tanto arrivava qualche libricino del Battello a vapore: il mio preferito era ‘La principessa numero 2’ illustrato da Tony Ross quando la cuoca voleva cucinare la principessa numero 1 per riempirsi le tasche di gioielli mi faceva troppo ridere!

Ero anche affezionata a molte videocassette, oltre ai classici Disney adoravo la Pimpa, la famosa cagnolina a pois rossi disegnata dalla sapiente mano di Altan nel 1975: di lei ero follemente innamorata ed ho fatto un buon periodo a disegnare qualsiasi cosa con gli occhi.

 

Il primo incontro con l’illustrazione

Il vero primo incontro con l’illustrazione però è stato in seconda elementare.

La maestra Daniela, molto appassionata di libri per l’infanzia, iniziò a portarci a scuola dei libretti molto belli: avevano dei disegni diversi, nulla in comune con il Sussidiario. Ci siamo accorti tutti che erano bellissimi, ci spiegò che erano le illustrazioni di Nicoletta Costa una disegnatrice italiana. 
Nicoletta è stata parte viva della mia infanzia, avevo incontrato la mia futura professione e non me ne ero accorta.
Persino la maestra Daniela un giorno, guardando un mio disegno, mi disse: ‘Marika tu da grande farai l’illustratrice!’. Ricordo tutto di quel momento e lo ricordo sorridendo, perchè, in quell’attimo, quelle parole mi suonavano così strane: io volevo fare la veterinaria! Ma perchè nessuno voleva capirlo?

Ho coltivato per tanti anni la passione per le letture di Nicoletta, la cosa che più mi piaceva erano i suoi uccellini con le scarpe. Li disegnavo anche io! Questa è nuvola Olga con l’uccellino Ugo!

 

Crescendo

E’ arrivato il tempo delle medie e qui non ho troppo da raccontare, se non che ho preso più di qualche nota sul registro perchè disegnavo troppo e lo facevo durante le spiegazioni, che la professoressa di italiano ce l’aveva con me e che avevo un paio di occhiali arancioni (i misteri dell’adolescenza).

Poi è arrivato il momento di scegliere il liceo, la mia futura scuola. Ne ho visitate un sacco, tra cui il grafico, i miei genitori entusiasti, ma a me non è piaciuto per niente: mancava qualcosa.
A quel punto, un po’ demoralizzata decisi di andare al classico: a scuola ero brava ed avevo pensato che forse me la sarei saputa cavare. I miei genitori, però, non hanno voluto: non avevano visto in me la scintilla. Loro meglio di me sapevano che non era la mia strada.

Mi hanno portato a vedere l’artistico. Li la scintilla c’è stata. Ero felice e lo erano anche loro. Capii cosa volevo fare: volevo disegnare, lo scelsi davvero.

 

Scelte di vita

Quando decidi di frequentare una scuola come il liceo artistico devi essere pronto, pronto a non essere capito, pronto ad essere messo sotto l’etichetta studente di seconda categoria: è una vera e propria scelta di vita. 
Però sono cavoli amari che mangi volentieri se per te la tua scelta vale tanto, e per me è stato così. 

Studiavo matematica, letteratura, chimica, disegnavo tantissimo, a volte per terminare le tavole stavo in piedi fino all’una: volevo assolutamente migliorare. 

Non sono mai stata la più brava a disegnare, ma sono sempre stata una grandissima fonte di idee: è sempre stato quello il mio grande tesoro.
Poi con gli anni, l’impegno e la determinazione, il disegno e la mano sono migliorati con me.

 

La finestra delle opportunità.

Al liceo ho incontrato degli insegnanti davvero in gamba: mi hanno fatto amare il disegno e la storia dell’arte (persino la matematica, materia molto lontana da me), erano vicini a tutti noi, ci hanno fatto esplorare mondi che non conoscevamo. In quarta Maresa, la prof di Figura disegnata, ci portò a vedere una mostra proprio qui a Verona: una mostra di illustrazione agli scavi Scaligeri. Di mostre ne ho viste tante, ma quella fu amore.

Il mio cuore, sottovoce, mi disse che quel mondo era molto vicino al mio.

Arrivò tempo di maturità, di preparazione, di agitazione, di temi a sorpresa. Dedicai la mia tesina alle forme morbide e leggere dell’art-nouveau alla linea e al decoro di Klimt e portai le fotografie che avevo fatto a Berlino (una città bellissima) tutte cose che mi rappresentano ancora molto. Nella prima prova scrissi un tema sull’amore citando Manzoni con i promessi sposi, Picasso e De Chirico.

Andò tutto molto bene! In quel caldo luglio dimostrai che ‘la ragazza dell’artistico’ faceva sul serio.

Dopo questa elettrizzante esperienza mi affacciai ben presto alla finestra delle opportunità: il mondo mi chiamava a prendere un’altra decisione importante, una decisione che mi avrebbe davvero cambiato la vita, l’ultimo bivio l’ultima direzione per realizzare chi ero e che cosa volevo.

Conobbi la mia futura scuola proprio nel mio liceo dove venne il direttore a presentarla: aveva proprio ciò che cercavo, un corso per diventare illustratrice. Andai a vederla e chiesi colloquio e non vi furono dubbi: la scelsi con serenità ed entusiasmo in un’assolata giornata di settembre.

 

Il diploma

Ho studiato per tre anni all’accademia di arti figurative Comics di Padova, con una classe di amici che porto nel cuore. Eravamo tutti molto diversi: ci siamo arricchiti e sostenuti a vicenda, costruendo legami, raccontando storie, intrecciando le nostre vite. Gli insegnanti sono stati nostri grandi complici in tutto questo, fonti di preziosa conoscenza ma soprattutto persone, persone appassionate al loro lavoro, che ci hanno sempre incoraggiato e che ancora oggi ci sostengono e fanno il tifo per noi.
Sono stati tre anni dove sono cresciuta tantissimo sia come persona sia come illustratrice.
Mi sono diplomata nel 2015 con una corona di margherite bianche fatta da mia mamma, l’ho fatta seccare non è alloro ma per me è sicuramente molto di più.
Ci sono dentro studio, notti insonni, la voglia di buttare tutto e andare a vendere gelati, le vittorie.

L’illustrazione come mestiere e il regalo più bello.

Eccoci, siamo arrivati alla fine di questo breve racconto, ma siamo solo all’inizio della mia avventura ed io ne sono felice. Oggi sono illustratrice e piano piano sto collezionando i miei piccoli traguardi lavorativi, ma tra tutti forse il più prezioso è già mio: la consapevolezza.

La consapevolezza di chi sono e di chi voglio essere come illustratrice e come persona, la consapevolezza del mio segno.

Raccontare una vita non è mai facile, è così densa, carica di momenti, attimi.. mi sembra in parte d’aver corso e dall’altra d’aver detto davvero tanto! E sono contenta perchè molti punti riuscirò ad approfondirli bene proprio grazie a questo blog. Un caposaldo della mia persona è sicuramente la voglia di raccontare, senza pretese in sincerità quello che vedo e che vivo ogni giorno. Ci sentiamo alla prossima dunque! Grazie per la lettura!

 

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